202027.02
AZIONE DI RIDUZIONE: IL CREDITORE DEL LEGITTIMARIO TOTALMENTE PRETERMESSO PUÒ AGIRE IN SURROGATORIA?
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AZIONE DI RIDUZIONE: IL CREDITORE DEL LEGITTIMARIO TOTALMENTE PRETERMESSO PUÒ AGIRE IN SURROGATORIA?

Di Angelo Ginex, Avvocato e Ph.D. in Diritto Tributario, Studio Legale Tributario Ginex & Partners

Articolo pubblicato su “Patrimoni, finanza e internazionalizzazione n. 25/2020”

Con il testamento il de cuius, ancorché vanti il diritto di disporre liberamente del proprio patrimonio dopo la sua morte, non può diseredare alcuni dei parenti più stretti.
Infatti, è previsto che tale diritto non possa spingersi fino a ledere le posizioni di questi soggetti (c.d. legittimari), ai quali spetta in ogni caso una quota dell’eredità, o una parte dei beni ereditari, anche se il de cuius abbia stabilito diversamente con testamento.
In difetto di ciò, l’azione di riduzione è il rimedio concesso al legittimario che ha visto ledere, in tutto o in parte, la sua quota di legittima a causa delle disposizioni testamentarie o delle donazioni effettuate dal defunto. Con questa azione, quindi, il legittimario (leso o totalmente pretermesso) mira a ottenere la riduzione delle disposizioni testamentarie o delle donazioni allo scopo di reintegrare la quota di legittima.
Una problematica interessante si pone nel caso in cui il legittimario totalmente pretermesso, che è debitore nei confronti di un qualche soggetto, rimanga inerte (ovvero, senza manifestare alcuna volontà in ordine alle disposizioni testamentarie lesive dei suoi diritti), così impedendo, di fatto, al suo creditore di soddisfarsi su quanto egli avrebbe diritto a ricevere.

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