202030.06
GLI EFFETTI DELL’ACCETTAZIONE DELL’EREDITÀ CON BENEFICIO D’INVENTARIO
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GLI EFFETTI DELL’ACCETTAZIONE DELL’EREDITÀ CON BENEFICIO D’INVENTARIO

Di Angelo Ginex, Avvocato e Ph.D. in Diritto Tributario, Studio Legale Tributario Ginex & Partners

Articolo pubblicato su “Patrimoni, finanza e internazionalizzazione n. 27/2020”

L’accettazione dell’eredità, cui consegue la successione dell’erede in tutti i rapporti giuridici facenti capo al de cuius, può essere “pura e semplice” o con “beneficio d’inventario”, così come previsto dall’articolo 470, comma 1, cod. civ., secondo cui «L’eredità può essere accettata puramente e semplicemente o col beneficio d’inventario».
In via di estrema sintesi, l’accettazione “pura e semplice”, che può realizzarsi attraverso 3 diverse modalità (ovvero, mediante accettazione espressa, tacita o presunta), comporta la successione dell’erede in tutti i rapporti giuridici, sia attivi sia passivi, di cui il defunto era titolare, senza alcuna limitazione di responsabilità.
In tal caso, quindi, il patrimonio dell’erede si confonde integralmente con quello facente capo al de cuius, con la conseguenza che, se l’eredità è gravata da debiti e l’attivo ereditario è insufficiente al loro soddisfacimento, l’erede sarà chiamato a provvedere al pagamento di detti debiti anche con il proprio patrimonio personale, in virtù di quanto disposto dall’articolo 2740, cod. civ., secondo cui «Il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri».

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