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IMPOSTA DI REGISTRO DOVUTA ANCHE SE L’ESECUTORIETÀ DEL DECRETO INGIUNTIVO È SOSPESA
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IMPOSTA DI REGISTRO DOVUTA ANCHE SE L’ESECUTORIETÀ DEL DECRETO INGIUNTIVO È SOSPESA

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Di Angelo Ginex, Avvocato e Dottore di ricerca in Diritto Tributario, Studio Legale Tributario Ginex & Partners

In tema di imposta di registro sugli atti dell’autorità giudiziaria, il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo è assoggettato ad imposta anche se, in pendenza del giudizio di opposizione, l’esecutorietà dello stesso venga sospesa; ciò perché solo l’intervento di una decisione definitiva che, all’esito del giudizio di opposizione, revochi o annulli o dichiari la nullità del decreto ingiuntivo opposto esclude la debenza del tributo ex articolo 37 D.P.R. 131/1986.

È questo il principio sancito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 4327, depositata ieri 18 febbraio 2021, in conformità all’orientamento di legittimità secondo cui soltanto una sentenza passata in giudicato può porre nel nulla l’imposizione (cfr., Cassazione, sentenza n. 11663 del 17.09.2001).

La vicenda in esame trae origine dalla notifica di un avviso di liquidazione dell’imposta di registro, relativo ad un decreto ingiuntivo emesso con la formula della provvisoria esecuzione.

La società destinataria proponeva ricorso dinanzi alla competente Commissione tributaria provinciale, assumendo che l’imposta di registro non fosse dovuta poiché, nel giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo, la provvisoria esecutorietà dello stesso era stata “revocata”.

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