Perché il tema del litisconsorzio è centrale nei trust

Quando un trust viene contestato attraverso un’azione revocatoria, la domanda più delicata è capire chi debba essere coinvolto nel giudizio. Non si tratta di un dettaglio procedurale, ma di un elemento che può determinare la validità dell’intero processo.

Negli ultimi anni, la giurisprudenza italiana ha affrontato più volte la questione, oscillando tra modelli interpretativi diversi. Il punto critico riguarda la posizione dei beneficiari del trust: devono essere parte necessaria del giudizio oppure no?

La risposta non è univoca perché dipende dalla struttura del trust, dal tipo di beneficiari e dalla natura della domanda.

Beneficiari attuali, beneficiari futuri: non tutti hanno la stessa posizione

Per comprendere il ruolo dei beneficiari nell’azione revocatoria occorre distinguere tra diverse tipologie. Il beneficiario “attuale” è chi vanta un diritto diretto o immediato a ricevere attribuzioni dal trust; il beneficiario “finale” o “potenziale” è invece un soggetto che riceverà il beneficio in futuro, solo a determinate condizioni.

La giurisprudenza tende oggi a riconoscere la necessità del litisconsorzio quando l’esito del giudizio incide direttamente sulla posizione giuridica di un beneficiario attuale. In questi casi, escluderlo significherebbe violare il suo diritto di difesa e rendere vulnerabile la sentenza.

Diverso è il discorso per i beneficiari finali, il cui interesse è considerato troppo eventuale per giustificare l’obbligo di partecipazione al giudizio.

Il ruolo centrale del trustee nelle controversie revocatorie

Il trustee rimane il primo soggetto legittimato a rappresentare il trust. È lui che, a seguito del conferimento in trust, diventa titolare formale dei beni e che risponde in giudizio in quanto parte direttamente colpita dalla domanda. Tuttavia, non sempre la sua presenza è sufficiente a garantire un contraddittorio completo.

Alcune pronunce hanno ritenuto necessario coinvolgere anche il disponente, soprattutto quando questi mantiene poteri significativi sul trust o quando l’atto istitutivo è oggetto diretto della revocatoria.

Questo dimostra che il giudizio revocatorio non è mai un processo “a due”, ma coinvolge una pluralità di posizioni che vanno analizzate caso per caso.

Quando il beneficiario deve essere chiamato in causa

Secondo gli orientamenti più evolutivi, il beneficiario va coinvolto quando l’azione revocatoria incide sulla sua posizione giuridica attuale, può privarlo di un diritto già maturato, comporta la riduzione di attribuzioni già ricevute e mira alla declaratoria di inefficacia di un trust che gli attribuisce benefici diretti.

Si crea così un sistema più aderente alla funzione sostanziale del trust, che valorizza la posizione dei beneficiari quando questa ha una reale consistenza giuridica.

I rischi di una strategia processuale incompleta

La mancata partecipazione di un beneficiario necessario comporta l’invalidità della sentenza per violazione del litisconsorzio necessario. Ciò significa rifare il processo.

Per questo motivo, chi intende agire in giudizio – e chi, al contrario, deve difendere un trust – deve svolgere un’attenta analisi preliminare della struttura fiduciaria, individuare le posizioni giuridiche effettive e valutare l’incidenza concreta dell’atto contestato.

Una valutazione superficiale può generare anni di contenzioso inutile, con costi economici e reputazionali considerevoli.

Implicazioni operative per avvocati, trustee e famiglie imprenditoriali

Un trust ben progettato riduce il rischio di contenzioso perché chiarisce sin dall’inizio la natura dei diritti dei beneficiari, i poteri del trustee e il livello di esposizione a eventuali azioni dei creditori.

Per le famiglie imprenditoriali, questo significa maggiore stabilità del patrimonio e una migliore prevedibilità degli effetti giuridici. Per i professionisti, significa comprendere che il processo revocatorio non è solo una questione di atti dispositivi, ma di equilibri interni alla struttura fiduciaria.

Conclusione: un trust solido nasce da una governance chiara

La questione del litisconsorzio necessario nei trust non è un tecnicismo: è il cuore della tutela giuridica degli interessi coinvolti.

Un trust con beneficiari ben qualificati, un trustee realmente autonomo e un atto istitutivo chiaro non solo è più difficile da revocare, ma è anche più semplice da difendere. La certezza giuridica non nasce in tribunale, ma nella progettazione.

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