REVIREMENT DELLA CASSAZIONE SULLA PRODUZIONE DI DOCUMENTI NUOVI IN APPELLO

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

La Corte di Cassazione, con la recentissima sentenza del 9 novembre 2017, n. 26522, ha mutato il proprio consolidato orientamento circa l’ammissibilità della produzione di documenti nuovi nel giudizio di appello (introdotto a seguito di impugnazione della sentenza che decide sulla opposizione a cartella di pagamento relativa a crediti di natura non tributaria), nell'ipotesi in cui tali documenti risultino indispensabili per dissipare ogni possibile incertezza circa la ricostruzione fattuale accolta dalla pronuncia giudiziale oggetto di gravame.

La giurisprudenza delle Sezioni Unite, enunciata nella sentenza del 4 maggio 2017, n. 10790, era chiara nell'ammettere un temperamento alla preclusione nella produzione di documenti nuovi nel giudizio di secondo grado, qualora il giudice li avesse reputati necessari per chiarire lo stato di incertezza sui fatti controversi.

La sentenza in rassegna, invece, si discosta da quanto precedentemente statuito, adducendo tre argomentazioni di carattere diverso.

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ISTITUZIONE ED ESERCIZIO DEI DEPOSITI FISCALI DI PRODOTTI ENERGETICI

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

Con la circolare n. 14/D del 4 dicembre 2017 l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha fornito interessanti chiarimenti in ordine al regime dei depositi fiscali di prodotti energetici di cui all'articolo 23 D.Lgs. 504/1995 (c.d. Testo unico delle imposte sulla produzione e sui consumi).

In primo luogo, la citata circolare, al fine di individuare i casi in cui è consentito il regime del deposito fiscale, ha chiarito che:

1) gli stabilimenti di produzione di prodotti sottoposti ad accisa sono soggetti soltanto al previo rilascio di una specifica licenza da parte dell’Ufficio delle dogane e non alla richiesta di autorizzazione, essendo ad essi applicabile il procedimento semplificato in virtù del quale il riconoscimento quali depositi fiscali discende dell’effettuazione di operazioni di fabbricazione, trasformazione e lavorazione di prodotti sottoposti ad accisa;

2) i depositi commerciali di prodotti energetici sopra soglia possono essere gestiti in regime di deposito fiscale previo rilascio della licenza e di una espressa autorizzazione da parte dell’Ufficio delle dogane. Nel caso di depositi commerciali di GPL di capacità non inferiore a 400 metri cubi e di depositi commerciali di altri prodotti energetici con capacità non inferiore a 10.000 metri cubi, il rilascio dell’autorizzazione è subordinato alla sussistenza di effettive necessità operative e di approvvigionamento ...

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ADESIONE ALLO SCUDO FISCALE NULLA SE IL RIMPATRIO È FITTIZIO

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

È nulla l’adesione allo scudo fiscale prestata dal contribuente che simuli di aver convertito il proprio patrimonio detenuto all'estero in azioni di un fondo d’investimento e di aver inviato i relativi certificati ad un intermediario abilitato tramite cui operare il rimpatrio di detto patrimonio, facendo confluire le disponibilità liquide da scudare in società estere conferite in trust la cui titolarità è riconducibile al contribuente stesso. È questo il principio sancito dalla Commissione tributaria regionale dell’Emilia-Romagna, con sentenza del 25 settembre 2017, n. 2623.

La vicenda trae origine dalla notificazione di un avviso di accertamento con cui l’Amministrazione finanziaria disconosceva l’operazione di adesione al c.d. scudo fiscale due di cui al D.L. 12/2002, ritenendo che il contribuente avesse simulato il rimpatrio delle attività finanziarie detenute all'estero. A seguito del parziale accoglimento dell’impugnazione di tale avviso, il contribuente proponeva ricorso in appello dinanzi alla Commissione tributaria regionale dell’Emilia-Romagna, eccependo, tra gli altri motivi, l’illegittimo disconoscimento dell’operazione di scudo fiscale, stante la presenza di disponibilità finanziarie all'estero alla data di presentazione dell’istanza.

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COUNTRY BY COUNTRY REPORTING: INVIO POSTICIPATO

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

Posticipato al 9 febbraio 2018 il termine per trasmettere le comunicazioni delle informazioni relative all’anno 2016 del country by country reporting. Con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate dello scorso 11 dicembre, è stato infatti spostato in avanti il termine per l’invio della documentazione CbC con riferimento esclusivo al primo anno di rendicontazione, inizialmente fissato al 31 dicembre 2017.

La proroga riguarda le imprese il cui periodo d’imposta inizia il 1° gennaio 2016 o in data successiva e chiude al 31 dicembre 2016 e le imprese il cui periodo d’imposta inizia il 1° gennaio 2016 o in data successiva e chiude prima del 31 dicembre 2016.

Si ricorda che l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato, in data 28/11/2017, il provvedimento n. 275956/2017, mediante il quale ha adottato le disposizioni attuative del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 23 febbraio 2017 per la trasmissione telematica dei “dati Paese per Paese” da parte dei gruppi multinazionali di grandi dimensioni.

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LE SANZIONI PENALI IN CASO DI VIOLAZIONI DEGLI OBBLIGHI ANTIRICICLAGGIO

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

Il regime sanzionatorio attinente alle violazioni degli obblighi antiriciclaggio, disciplinato dal D.Lgs. 231/2007, è stato oggetto di una profonda riforma da parte del legislatore: infatti, l’articolo 5 D.Lgs. 90/2017 ne ha rimodulato i contenuti, perseguendo l’obiettivo di creare misure effettive, proporzionate e dissuasive.

Più precisamente, sono state riformulate le sanzioni penali, le quali risultano enunciate nell'articolo 55 D.Lgs. 231/2007, cosi come modificato dalla riforma in esame, secondo cui le fattispecie incriminatrici sono le seguenti:
- inosservanza degli obblighi di adeguata verifica: i soggetti tenuti all'osservanza degli obblighi di adeguata verifica possono essere puniti con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 10.000 euro a 30.000 euro nel caso in cui falsifichino dati o informazioni ovvero utilizzino dati e informazioni falsi relative al cliente, al titolare effettivo, all'esecutore, allo scopo e alla natura del rapporto continuativo o della prestazione professionale e all'operazione ...

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LEGITTIMA LA NOTIFICA DELLA SENTENZA PRESSO LA SEDE DELL'AGENTE DELLA RISCOSSIONE

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

La notificazione della sentenza di primo grado effettuata direttamente alla sede dell’Agente della Riscossione, anziché presso il procuratore costituito ex articolo 285 c.p.c., è valida e idonea a far decorrere il termine breve di impugnazione, anche se il soggetto destinatario della notifica non è il legale rappresentante dell’ente. È questo l’interessante principio sancito dalla Corte di Cassazione con sentenza del 20 novembre 2017, n. 27420.

La vicenda trae origine dalla proposizione di un ricorso in appello avverso la decisione della competente Commissione tributaria provinciale, che aveva annullato le cartelle di pagamento impugnate dal contribuente. Tale gravame veniva dichiarato inammissibile perché proposto oltre il termine breve di 60 giorni decorrente dalla data di notificazione della sentenza di primo grado effettuata direttamente alla parte. Pertanto, l’Agente della Riscossione proponeva ricorso per cassazione, cui resisteva il contribuente con controricorso.

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I CHIARIMENTI DEL MEF SULLA QUOTA VARIABILE DELLA TARI

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

Per le pertinenze dell’abitazione la quota variabile della tassa sui rifiuti (TARI) deve essere computata una sola volta unitamente all'abitazione, in relazione alla superficie totale dell’utenza domestica. È questo il chiarimento fornito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) con circolare n. 1/DF del 20 novembre 2017a seguito della notevole risonanza che ha avuto sui vari mezzi di informazione la relativa questione.

Innanzitutto, si evidenzia che nella circolare citata il MEF ha rammentato la normativa in materia, evidenziando, in ordine alla determinazione della tariffa, che quest’ultima è costituita, ai sensi del D.P.R. 158/1999:
- da una parte fissa, determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio,
- e da una parte variabile, rapportata alle quantità di rifiuti conferiti.

In relazione alla questione innanzi prospettata, è essenziale soffermarsi sul contenuto della locuzione di utenza domestica, la quale deve intendersi comprensiva sia delle superfici adibite a civile abitazione sia delle relative pertinenze.

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LE POTESTÀ ISPETTIVE ANTIRICICLAGGIO DELLA GUARDIA DI FINANZA

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

La normativa antiriciclaggio è stata recentemente modificata dal D.Lgs. 90/2017, il quale ha previsto un deciso ampliamento dei poteri attribuiti alla Guardia di Finanza nell'attività ispettiva antiriciclaggio e nell'approfondimento delle operazioni sospette nel rispetto di quanto già fissato dalle linee guida contenute nella circolare 19.3.2012 n. 83607.

Invero, il novellato articolo 9 D.Lgs. 231/2007, nel delineare le competenze del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, prevede che esso possa:

  • effettuare ispezioni e controlli avvalendosi dei poteri attribuiti al Corpo della Normativa Valutaria;
  • svolgere gli approfondimenti investigativi delle segnalazioni di operazioni sospette trasmesse dalla UIF;
  • accedere ai dati dell’Anagrafe tributaria di cui all'articolo 7, comma 6 e 11, D.P.R. 605/1973;
  • accedere alle informazioni del titolare effettivo di persone giuridiche e trust espressi, contenute in un’apposita sezione del Registro delle imprese.

Il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria può anche fruire degli incisivi poteri già attribuiti ai fini fiscali per poter eseguire adeguatamente ed efficientemente le indagini antiriciclaggio.

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L'ATTO DI PIGNORAMENTO PRESSO TERZI NON È ASSISTITO DA PUBBLICA FEDE

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

In tema di esecuzione esattoriale, l’atto di pignoramento presso terzi eseguito dall'Agente della riscossione, sebbene preordinato alla riscossione coattiva di crediti erariali, non acquisisce per ciò stesso la natura di atto pubblico, conservando invece quella di atto processuale di parte, con la conseguenza che l’attestazione ivi contenuta delle attività svolte dal funzionario che ha materialmente predisposto l’atto non è assistita da fede pubblica e non fa piena prova fino a querela di falso. È questo il principio sancito dalla Corte di Cassazione con sentenza del 9 novembre 2017, n. 26519.

Il caso affrontato dalla Suprema Corte ha origine dalla notificazione di un atto di pignoramento presso terzi ex articolo 72-bis D.P.R. 602/1973, avverso il quale veniva spiegata opposizione agli atti esecutivi fondata sulla omessa indicazione dei crediti per i quali si procedeva. Il Tribunale di primo grado accoglieva la predetta opposizione, dichiarando la nullità dell’atto impugnato.

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VIOLAZIONE DI ACCORDI PREVENTIVI PER LE IMPRESE CON ATTIVITÀ INTERNAZIONALE

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

In tema di pianificazione fiscale, da un anno a questa parte ha assunto un ruolo molto importante l’istituto degli accordi preventivi per le imprese con attività internazionale ex articolo 31-ter D.P.R. 600/1973, che sostituisce, prevedendo una denominazione diversa ma finalità similari, il c.d. ruling internazionale di cui all'abrogato articolo 8 D.L. 269/2003.

Tale istituto consente alle imprese residenti con attività internazionale e alle imprese non residenti con stabile organizzazione in Italia di attivare una procedura finalizzata al raggiungimento di accordi preventivi con l’Amministrazione finanziaria nei seguenti ambiti ...

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