LE ISTRUZIONI DELL'ADE CIRCA LA REGOLARIZZAZIONE DELLE VIOLAZIONI FORMALI

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

Nell'alveo delle misure deflattive introdotte con la c.d. “pace fiscale” vi è un particolare istituto che contempla la possibilità della definizione agevolata delle violazioni formali, così come stabilito dall'articolo 9 D.L. 119/2018, convertito con modificazioni in L. 136/2018.

L'Agenzia delle Entrate, con provvedimento prot. n. 62274 del 15 marzo 2019, ha chiarito una parte dei dubbi applicativi che affliggevano questa fattispecie deflattiva, caratterizzata da una incerta formulazione normativa.

Come noto, la procedura de qua è finalizzata a regolarizzare, complessivamente per ciascun periodo d’imposta, le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze degli obblighi e adempimenti aventi “natura formale”.

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LA DEFINIZIONE DELLE LITI FISCALI E LE PRONUNCE SUCCESSIVE AL 24 OTTOBRE 2018

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

La definizione delle liti tributarie pendenti, introdotta con l'articolo 6 D.L. 119/2018 (convertito con modificazioni in L. 136/2018), ha portato ad una serie di problematiche di natura interpretativa, molto spesso dovute all'incerta formulazione del dato normativo.

In questa sede si approfondirà la questione relativa al rapporto fra la trattazione dei ricorsi notificati prima del 24 ottobre 2018 e l'eventuale possibilità di definire in via agevolata la lite all'esito del giudizio.

Un esempio potrà essere un'utile guida per comprendere meglio la problematica in commento. Un contribuente decide, prima del 24 ottobre 2018, di proporre un ricorso avverso un atto impositivo ...

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LITI PENDENTI CON GLI ENTI LOCALI DEFINIBILI CON OPPORTUNI ADATTAMENTI

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

Come ormai noto, l'articolo 6 D.L. 119/2018, convertito con L. 136/2018, ha disciplinato la definizione agevolata delle liti fiscali pendenti, nell'intento di deflazione il carico giudiziario e perseguire l'obiettivo della “pace fiscale”.

In particolare, l’articolo 6, comma 16, del decreto citato estende l'istituto anche agli enti locali, statuendo che: «Ciascun ente territoriale può stabilire, entro il 31 marzo 2019 (cadendo di domenica, il termine è stato prorogato al 1° aprile 2019, n.d.r.) con le forme previste per l’adozione dei propri atti, l’applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo alle controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui è parte il medesimo ente».

Ciò posto, l'estensione dell’istituto deflattivo agli enti locali non è agevole, in quanto la sua applicazione posteriore potrebbe entrare in conflitto con alcuni termini processuali, non suscettibili di deroga per via regolamentare.

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LA SORTE DELLE MISURE CAUTELARI E DEGLI ATTI ESECUTIVI POST PACE FISCALE

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

Una tematica di notevole spessore pratico riguarda la sorte delle misure cautelari e degli atti dell'esecuzione forzata in rapporto al regolare perfezionamento delle procedure di definizione agevolata degli avvisi di accertamento e delle liti fiscali pendenti di cui agli articoli 2 e 6 D.L. 119/2018.

Nello specifico, appare d'uopo valutare sia il preciso momento di perfezionamento della fattispecie deflattiva, sia gli effetti che da essa riverberano.

Per quanto concerne il primo punto, occorre distinguere quanto segue ...

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UTILIZZABILI I FILE CONTENUTI NELLE CHIAVETTE USB SE NE È INDIVIDUABILE L'AUTORE

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

In tema di reati tributari, non è da ritenersi anonimo, e costituisce dunque prova legittimamente utilizzabile nel processo penale, il documento informatico rinvenuto in una chiavetta usb di cui sia possibile identificare l'autore e la provenienza, ancorché lo stesso risulti sprovvisto di sottoscrizione. È questo il principio sancito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 12686 del 21.03.2019.

La vicenda trae origine dalla condanna in primo grado del legale rappresentante di una società per il reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti di cui all'articolo 8 D.Lgs. 74/2000, confermata parzialmente anche dai giudici di appello, i quali procedevano a rideterminare in diminuzione la pena detentiva e a ridurre al minimo edittale la durata delle sanzioni accessorie di cui all'articolo 12 del decreto citato.

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LE NUOVE FRONTIERE DEGLI SCAMBI POST BREXIT

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

Come ormai noto, il 29 marzo 2019 si concluderà la fase inedita della Brexit, approvata dal Consiglio europeo straordinario il 25 novembre scorso, in conseguenza alla bocciatura della House of Commons britannica dell'accordo di recesso contemplante un regime transitorio fino al 31 dicembre 2020.

È per questo motivo che allo scoccare della mezzanotte del 30 marzo 2019 l’Unione europea entrerà di fatto in un nuovo ciclo vitale, al quale occorre essere pronti per non trovarsi impreparati.

L'Agenzia delle Dogane, pertanto, nella nota del 26 febbraio 2019 ha sintetizzato le maggiori novità in entrata, distinguendo tra fiscalità indiretta e disposizioni doganali.

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NO ALLA TRASMISSIONE A MEZZO PEC DELL'INVITO A ESIBIRE DOCUMENTI

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

È nullo l’avviso di accertamento emesso all'esito di un procedimento amministrativo che ha inizio con la trasmissione a mezzo pec di un invito ad esibire documenti relativi alla posizione fiscale del contribuente, trattandosi di attività e funzioni ispettive e di controllo fiscale per le quali è esclusa la suddetta modalità di notifica. Questo è l’innovativo principio di diritto affermato dalla CTP Padova, con sentenza n. 23 del 04.02.2019.

La controversia sottoposta al vaglio della Commissione tributaria prende le mosse da un avviso di accertamento emesso ai danni di una Società, nel quale l’Agenzia delle Entrate contestava l’indebita deduzione di alcuni costi presuntivamente sopportati dalla contribuente.

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NO ALLA TRASMISSIONE A MEZZO PEC DELL'INVITO A ESIBIRE DOCUMENTI

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

È nullo l’avviso di accertamento emesso all'esito di un procedimento amministrativo che ha inizio con la trasmissione a mezzo pec di un invito ad esibire documenti relativi alla posizione fiscale del contribuente, trattandosi di attività e funzioni ispettive e di controllo fiscale per le quali è esclusa la suddetta modalità di notifica. Questo è l’innovativo principio di diritto affermato dalla CTP Padova, con sentenza n. 23 del 04.02.2019.

La controversia sottoposta al vaglio della Commissione tributaria prende le mosse da un avviso di accertamento emesso ai danni di una Società, nel quale l’Agenzia delle Entrate contestava l’indebita deduzione di alcuni costi presuntivamente sopportati dalla contribuente.

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NON PUNIBILITÀ IN OMESSO VERSAMENTO SOGGETTA A PRECLUSIONI

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

In tema di reati tributari, i soggetti che alla data di entrata in vigore delle modifiche legislative di cui al D.Lgs. 158/2015 hanno pendenti procedimenti inerenti ai reati di cui agli articoli 10-bis, 10-ter e 10-quater D.Lgs. 74/2000 possono avvantaggiarsi della speciale causa di non punibilità del pagamento integrale dell'imposta, stabilita dall'articolo 13 D.Lgs. 74/2000, entro la prima udienza utile successiva all'entrata in vigore della novella. È questo il principio sancito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 8521 del 21.02.2019.

La vicenda muove dalla condanna del legale rappresentante di una società per omesso versamento di Iva, ex articolo 10-ter D.Lgs. 74/2000, confermata poi in appello dai giudici di seconde cure.

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IL GRAVE SCOSTAMENTO IN MATERIA DI STUDI DI SETTORE

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

Come ormai noto, l'accertamento mediante studi di settore si avvia verso il tramonto normativo, essendo stato soppiantato dal varo degli indici sintetici di affidabilità.

Gli studi di settore, infatti, si esauriranno allo scadere del termine di decadenza previsto per l'ultimo periodo d'imposta di applicazione, il 2017, come stabilito dall'articolo 9-bis, comma 18, D.L. 50/2017.

Ciononostante, il Supremo Consesso si è ultimamente pronunciato, peraltro in maniera ambivalente, in merito al presupposto del grave scostamento tra i ricavi, i compensi e i corrispettivi dichiarati e quelli risultanti dagli studi, richiesto dall'articolo 10 L. 146/1998 e richiamante l'articolo 62-sexies D.L. 331/1993.

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